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Prof. Roberto Branchi - Professore Associato di Protesi Dentaria - Dipartimento di Odontostomatologia - Università degli Studi di FirenzeSTUDI DENTISTICI Prof. Roberto Branchi - Firenze e Borgo San Lorenzo

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 IMPLANTOLOGIA
 Studio Dentistico Prof. Roberto Branchi
 Il tuo dentista a Firenze (Your dentist in Florence - Ton dentiste en Florence)

 Via del Campofiore 12, Firenze


CHE COSA SONO GLI IMPIANTI DENTALI
Il dente naturale è costituito da una corona (che è la parte che si vede fuori dalla gengiva) e dalla radice (che è la parte nascosta sotto la gengiva e dentro l'osso o mascellare o mandibolare); l'impianto endoosseo è una vite in titanio che viene inserita all'interno dell'osso e ha la funzione teorica di una radice naturale. Il titanio è il materiale più biocompatibile con l'osso umano. Una volta che l'impianto è ben integrato con l'osso del paziente, può sostenere uno o più denti artificiali; anche una protesi completa, fissa o rimovibile.
L'impianto viene inserito chirurgicamente all'interno dell'osso previa anestesia locale, alla poltrona, come qualunque altra terapia odontoiatrica (otturazione, impronta, ecc.); normalmente un intervento di chirurgia per l'inserimento di un impianto endoosseo dura circa mezz'ora. Il paziente può avere, dopo l'intervento, un po' di dolore ben controllabile mediante i comuni antidolorifici, talora può gonfiare nella sede dell'intervento e nelle sedi limitrofe; questo edema non dura quasi mai per più di 2-3gg.
A distanza di una settimana vengono tolti i punti di sutura. A distanza di 15gg. normalmente i tessuti operati riprendono la loro forma e condizione normale.

TERAPIA CHIRURGICA
In generale possiamo dire che tutti i pazienti che hanno perduto per carie, parodontopatia, trauma o altro uno o più denti naturali possono mettere impianti. Pur tuttavia, in questo ambito molto ampio, dobbiamo distinguere:
  • Pazienti che non presentano problemi parodontali e che hanno una buona salute generale: sono certamente i candidati ideali alla terapia implantare.
  • Pazienti con parodontopatia ben controllata, mediante terapia ed igiene orale anche domiciliare molto accurata, hanno buone possibilità di essere sottoposti con successo a terapia implantare.
  • Pazienti che assumono farmaci importanti, in conseguenza di patologie, ad esempio cardiovascolari importanti, è meglio che si orientino verso forme di terapia protesica riabilitativa che non prevede l'inserimento di impianti endoossei; d'altra parte vi sono molte possibilità protesiche altrettanto efficaci e soddisfacenti.
  • Pazienti che hanno tutte le caratteristiche positive per inserire impianti ma hanno poco osso disponibile per l'inserimento: in questo ambito è opportuno dire che, con la chirurgia additiva (innesti di osso, rialzo di seno mascellare, ed altri interventi di chirurgia orale anche più aggressiva) si possono praticamente sempre inserire impianti. Questi tipi di intervento vanno programmati e valutati caso per caso, perché diversamente dalla ùnormale" chirurgia degli impianti richiedono da parte del paziente maggiore disponibilità e da parte del chirurgo maggiori capacità.
MODALITÀ DI INSERIMENTO DEGLI IMPIANTI
  • Piano di trattamento: valutazione chirurgica e protesica della fattibilità dell'intervento; prevede la visione di radiografie panoramiche, eventualmente di un dent-scan o T.A.C. dei mascellari, in qualche caso più complesso la realizzazione di modelli in gesso per studiare la tipologia di protesi su impianti più idonea da attuare per ogni singolo caso.
  • Realizzazione di una guida chirurgica in resina per l'inserimento degli impianti (se necessaria).
  • Inserimento degli impianti.
  • Caricamento immediato degli impianti o attesa della fase di guarigione (osteointegrazione).
  • Rimozione delle suture a distanza di 7gg.
  • Realizzazione protesica definitiva.
INSERIMENTO DEGLI IMPIANTI
La chirurgia degli impianti, se non gravata da problemi che possono avvenire, è relativamente semplice. L'inserimento di un impianto endoosseo, in condizioni normali, necessita di un tempo intorno ai 30 minuti. La tecnica di inserimento dell'impianto prevede:
  • incisione della mucosa nella sede di intervento;
  • scollamento della mucosa ed esposizione del tessuto osseo sottostante;
  • realizzazione della sede dove sarà posizionato l'impianto mediante frese calibrate come lunghezza e diametro;
  • inserimento dell'impianto del calibro e della lunghezza dell'impianto precedentemente decisi;
  • chiusura del lembo mediante uno o più punti di sutura.
Gli impianti possono essere sommersi o transmucosi:
  • Impianto sommerso significa che viene posizionato sotto la mucosa e necessita di un ulteriore ma semplice intervento per poterlo esporre e protesizzare.
  • Impianto transmucoso significa che l'impianto viene posizionato sì all'interno dell'osso come il sommerso, ma il collo dell'impianto, cioè la parte più alta, fuoriesce dalla mucosa, e quindi non necessita di alcun intervento aggiuntivo prima della protesizzazione.
    È vero che gli impianti transmucosi non richiedono alcun intervento aggiuntivo prima della protesizzazione, ma è anche vero che, soprattutto nei settori estetici, è molto più facile, a mio parere, ottenere una buona estetica con un impianto sommerso che con uno transmucoso.
Dopo l'intervento chirurgico il dentista somministrerà al paziente un antidolorifico che il paziente avrà cura di ripetere per uno o due giorni successivi all'intervento; sarà cura inoltre del dentista dare al paziente del ghiaccio secco da appoggiare sulla guancia dalla parte dell'intervento; questo limiterà il gonfiore (edema) post-operatorio.

TERAPIA DI MANTENIMENTO DEGLI IMPIANTI
Il successo a lungo termine della terapia impianto-protesica dipende da alcuni fattori uno dei quali, molto importante, è rappresentato dall'igiene orale.
Il dentista quindi programmerà:
  1. Una visita di controllo periodica che è ogni 3 mesi per il 1░ anno, ogni 6 per il 2░ anno, una volta l'anno per gli anni successivi (se ci sono fatti nuovi o non chiari il paziente si deve comunque rivolgere al dentista al di là di questo programma).


  2. L'igiene domiciliare deve essere molto accurata. Se il paziente non pulisce bene il rischio di perdere l'impianto è alto. È bene non dimenticare che l'impianto, diversamente dal dente naturale, non ha il legamento parodontale che lo protegge dagli insulti della placca e del tartaro, che attaccano direttamente l'osso cui è ancorato l'impianto.


  3. L'igiene orale accurata prevede l'uso quotidiano di:

    1. spazzolino di setole artificiali, da usare per almeno 3 minuti alla sera prima di coricarsi e dopo i pasti;


    2. filo interdentale, per rimuovere intorno agli impianti, alle barre su impianti e alle ball attachements ciò che vi può rimanere e provocare quindi tartaro;


    3. scovolini da protesi fissa, di forma cilindrica (più sottili) e tronco-conica (più grandi), che permettono la rimozione di residui presenti;


    4. sciacqui mediante colluttori;


    5. igiene professionale all'interno dello studio dentistico nei tempi e nelle modalità decise dal dentista in accordo con il paziente, modalità che sono funzione, sostanzialmente, della capacità, da parte del paziente, di raggiungere una igiene orale ottimale.


FUMO E IMPIANTI
Il fumo sembra provochi una serie di problemi in cavo orale, quali disturbi parodontali, perdita di osso, di denti, di tessuti, periimplantite e non ultimo perdita di impianti endoossei. Ma la letteratura è molto contrastata perché negli articoli che vengono pubblicati, lo screening dei pazienti che vengono sottoposti a terapia implantare che viene fatto in base al fumo, varia da 0 a 5, a 10, fino a 20 sigarette al giorno che, per la salute di un individuo, rappresentano una differenza rilevante; il fumo della pipa sembra essere ancora peggiore per i problemi che provoca al palato.

Periimplantite: infiammazione della mucosa e tasche parodontali intorno agli impianti; i fumatori sono più soggetti che i non fumatori a questo tipo di problema; la periimplantite, se non trattata, può portare alla perdita dell'impianto. Se il paziente smette di fumare, ci sarà un miglioramento nel risultato del trattamento implantare.

Se il paziente smette di fumare 3-4 settimane prima di posizionare gli impianti e non fuma durante il periodo di guarigione, migliorerà la prognosi.

BENEFICI DELLA PROTESI SU IMPIANTI

Estetica
Gli impianti endoossei permettono di sostituire i denti naturali e, con determinati ed appropriati artifici, permettono di ottenere una estetica ottimale.

Impianto trans-mucoso in sede 1.1 Impianto trans-mucoso in sede 1.1.                                

Confort
Il comfort di una protesi fissa su impianti (ad esempio una Toronto bridge) migliora molto soprattutto perché libera il paziente dal problema dell'utilizzo di una protesi rimovibile non ancorata e dal rischio che durante i comuni atti di vita quotidiana questa si possa muovere provocando disagio al paziente.

Protesi fissa su impianti Toronto bridge Protesi fissa su impianti Toronto bridge.                          

Anche una protesi totale migliora molto come comfort (soprattutto all'arcata inferiore) se ancorata ad impianti endoossei, anche nel paziente con deficit mandibolare, come nel caso mostrato.

Protesi totale ancorata ad impianti endoossei Protesi totale ancorata ad impianti endoossei.                      

Alimentazione
Anche la capacità di alimentarsi migliora, anche se la tipologia di cibo non cambia, come dimostrato dalla letteratura. Questa condizione aumenta l'autostima e migliora, alla fine, la qualità di vita.


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